Dopo il Convegno di Bologna, ormai nell’autunno del ’77, l’esperienza di Rosso si inizia a sfaldare e rimane ben poco. Lo scontro tra linea di massa e i richiami militaristi si consuma e molti compagni e compagne (sopratutto a Milano, Varese e Bologna) uscirono per dare vita alle Formazioni Comuniste Combattenti e/o passare ad altri gruppi armati.
Nel novembre del 1977 esce il numero 20/21 di Rosso per il potere operaio, il riferimento sono i Collettivi Politici Veneti, la sola realtà che al nord Italia riusciva a coniugare lavoro di massa e uso della forza. I sei numeri che si succedono risentono dell’impostazione dei Collettivi e nel frattempo il dilagare delle formazioni armate pone le basi per la morte del movimento di massa.
- Dopo Bologna: l’Autonomia
- La diffusione delle lotte – il dibattito tra rivoluzionari – l’organizzazione nazionale dell’autonomia
- Fiat – Torino – Offensiva contro il lavoro
- Milano ATM: Sabotaggio e lotta di massa
- Napoli: operai e proletari contro la ristrutturazione
- Stammehin e noi
- Estate: leggi speciali
- Lo stato nucleare contro la liberazione delle forze produttive
- Blocco delle tecnologie militari
- Produzione di morte a mezzo di merci
- L’unica medicina proletaria è la liberazione dal lavoro
- Arbeit macht frei
- Formazione e autovalorizzazione della forza lavoro
- La riappropriazione della salute
- Roma – Dibattito dentro l’autonomia
- 5 nov. 1977 – Stakanov è morto: per sempre
- RFT: la talpa continua a scavare (Relazione di K.H. Roth al convegno di Bologna)
- Il progetto del maresciallo Von Carter e i santuari dell’autonomia
- Il ghiaccio è sottile