«In questo numero di “Magazzino” ci sembra di verificare all’interno del movimento di classe la consapevolezza che l’attuale crisi politica significhi la sconfitta del riformismo operaio e apra i tempi della lotta di classe per il comunismo (…).
Al di là di ogni ideologia delle due società (…) di ogni mitica nostalgia dell’operaio massa emerge dai processi di ristrutturazione una nuova composizione di classe che deve riconquistare la centralità operaia in forme di lotta che siano in grado di legare la rigidità in fabbrica alle lotte sociali (…)».